arte

Fausto Melotti al Museo Madre

Ritratto di Fausto Melotti, 1985 Studio via Margutta, Roma Foto di A. Amendola

A partire dal 16 dicembre 2011 fino al 9 aprile del 2012, si inaugura presso il MADRE a Napoli una grande mostra antologica dedicata a Fausto Melotti (Rovereto 1901 – Milano 1986) a cura di Germano Celant e organizzata in collaborazione con l’Archivio Fausto Melotti.

Riconosciuto da tempo, sia a livello nazionale che internazionale, come i suoi contemporanei Alexander Calder, Alberto Giacometti, Louise Bourgeois e Lucio Fontana, quale figura chiave nell’ambito della scultura moderna e contemporanea, Melotti si è contraddistinto per essere stato, sin dagli inizi degli anni trenta, tra i più significativi protagonisti del rinnovamento e dello sviluppo del linguaggio plastico e materico. La particolare capacità con cui l’artista è riuscito a coniugare la tradizione classica con gli interessi per le avanguardie europee, la conoscenza scientifica con una particolare sensibilità musicale, il talento scultoreo con quello di ceramista, la raffinata abilità letteraria e creatività poetica con la ricercatezza del disegnatore, sono tutte qualità che hanno contribuito ad affermarlo come uno dei talenti artistici più rilevanti del XXI secolo.

Museo MADRE – Fausto Melotti.

2 thoughts on “Fausto Melotti al Museo Madre

  1. di Pietro Treccagnoli
    NAPOLI – Ultimi giorni per il Madre. Da martedì portone sbarrato. Se entro domani la Regione non convocherà un incontro per il rifinanziamento del museo di via Settembrini, addio all’arte contemporanea. Sul tavolo di Massimo Lo Cicero e Ugo D’Antonio, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Scabec (la società a maggioranza regionale che gestisce i servizi) e su quello di Pierpaolo Forte, presidente della Fondazione Donnaregina, sono arrivate le lettere delle Pierreci e della Mondadori Electa, le due società che si occupano della gestione del museo.

    In poche parole annunciano che manterranno aperto il museo fino a domani. Poi tutti a casa, a cominciare da una trentina di giovani dipendenti per i quali partiranno le lettere di licenziamento. Ovviamente saranno cancellate tutte le iniziative in programma: per mercoledì era prevista una performance di Rosy Rox e il 27 doveva essere inaugurata la mostra di Mario Persico. Questo nuovo capitolo rischia di mettere la parola fine a una delle esperienze culturali più vivaci e discusse della recente storia artistica di Napoli.

    Che cosa è successo? La Regione, unico ente di riferimento del Madre, fondato da Eduardo Cicelyn che di fatto è stato licenziato (c’è stata la risoluzione del rapporto, ma lui resterà al suo posto fino a ottobre, quando ci sarà il concorso per il nuovo direttore), ha messo in bilancio per le attività e la gestione del museo un milione di euro. Il Cda non ha quindi potuto approvare il proprio bilancio preventivo per il 2012 che garantisce i contratti. La gestione minima dei servizi che consentono al Madre di restare aperto, (senza nessuna attività espositiva) è, secondo i tariffari regionali, di un milione e mezzo di euro.

    Tutto al netto del pagamento di utenze mensili, le assicurazioni (e il patrimonio del Madre è ingente e costoso), gli stipendi dei dipendenti e dello stesso cda. Scabec vanta crediti dalla Fondazione (e quindi dalla Regione) per 8 milioni e il grosso deve andare proprio nelle casse di Electa e Pierreci, quest’ultima si occupa della biglietteria, dell’assistenza nelle sale, del bar e della ristorazione, mentre alla prima è affidata la gestione del bookshop, della collezione permanente e delle mostre. Le due lettere sono molto più di un ultimatum.

    Possono rappresentare il sigillo di una lunga ed estenuante polemica, accentuata dalla crisi economica, di un assedio sempre più stringente a uno dei fortini simbolici del bassolinismo. Una roccaforte dalla quale, come annunciato da mesi, è cominciata la fuga degli artisti che non intendono tenere più le proprie opere e installazioni esposte nel museo. A cominciare da Jannis Kounellis che, proprio nei giorni scorsi, ha chiesto ufficialmente la restituzione di cinque pezzi affidati in prestito. Per il maestro greco-italiano, per il benservito che la Regione ha dato a Cicelyn, è venuto a mancare un rapporto di fiducia personale con il Museo.

    La richiesta rischia di diventare una valanga che svuoterà le stanze del palazzo dell’arte contemporanea. Sono ben 83 le opere che rischiano di partire per un’altra destinazione. Perché, oltre alle richieste di restituzione, ci sono le vertenze annunciate da chi ha donato i propri capolavori e ora si sente meno tutelato, come Paladino, Clemente e Kapoor. Con questi tagli, non si sa come saranno pagate le costose assicurazioni delle opere. Ci si avvia verso la peggiore delle ipotesi. Poteva sicuramente essere immaginato (e, per i suoi tanti nemici, anche auspicato) un Madre senza Cicelyn, ma certamente non è pensabile un Madre senza arte. E soprattutto Napoli senza Madre.

    Domenica 15 Gennaio 2012 – 14:47

    http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=177130&sez=NAPOLI

  2. È la notizia che tutti aspettavano: il Museo MADRE di Napoli non chiude. La Fondazione Donnaregina ha dato il lieto annuncio ed ha confermato anche tutti gli impegni programmati per il Museo. Probabilmente non si svolgerà solo la prevista performance di Rosi Rox «La Robe» in quanto stessa artista, a causa della temporanea chiusura dei giorni scorsi, non potuto effettuare le prove.

    Le Istituzioni cittadine, a cominciare dalla Regione Campania, hanno assicurato il proprio impegno e al momento la chiusura è rientrata e così i temuti licenziamenti dei circa trenta giovani dipendenti. Approfittiamo dell’occasione per ricordare gli eventi in corso invitando gli amici di “Napoli da Vivere” ad effettuare una visita al museo dimostrando così la loro solidarietà a questa bella istituzione napoletana.

    Le mostre in corso

    Attualmente sono 4 le mostre e gli eventi in corso:

    Fausto Melotti fino al 9 aprile 2012 grande mostra antologica dedicata a Fausto Melotti (Rovereto 1901 – Milano 1986) a cura di Germano Celant .
    Costellazione Transavanguardiæ fino al 30 gennaio 2012 a cura di Achille Bonito Oliva, il critico che coniò il termine Transavanguardia e portò il gruppo di cinque artisti italiani alla ribalta internazionale.
    Fino al 6 febbraio 2012 le opere dell’artista croata Andreja Kuluncic a cura di Radmila Iva Janković, Adriana Rispoli e Eugenio Viola.
    Arte Povera più Azioni Povere 1968 fino al 20 febbraio 2012 a cura di Germano Celant e Eduardo Cicelyn nella chiesa trecentesca di Donnaregina Vecchia che ricorda, a distanza di quarant’anni, la mostra omonima svolta negli antichi Arsenali d’Amalfi. In esposizione opere di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Gianni Piacentino, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio.

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