arte

Un viaggio

crateri

Venezia (7)

Prendo un treno oggi dopo anni. Seduto accanto a me, Luca è perso nell’I-Phone. Io e lui siamo una carta geografica piegata negli stessi punti che alla lunga si è spezzata, deviando il corso dei fiumi, separando territori un tempo confinanti.
Mi ricordo il sogno fatto dormendo insieme stanotte. Mi trovavo in una città sconosciuta, da sola per strade limpide e ordinate. Molti estranei mi sorridevano senza fermarsi. Ho incontrato Luca per caso all’angolo di un grande incrocio, e pure lui mi ha sorriso senza fermarsi. Mi sono ricordata allora del paese in cui sono nata. Ho visto un portone chiuso, un muro lasciato ai morsi degli anni, il selciato su cui in un giorno non passano che la luce del sole e un gatto. Più in là, strade impensierite dalle ombre degli assenti. Ma io è lì che volevo tornare e lì sono arrivata. Come alla fine di una guerra, ho corso per…

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